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Monte e Grotta della Sibilla

Il Monte Sibilla, con i suoi 2.473 mt. è una delle mete più ambite e frequentate da tutti gli escursionisti dei Monti Sibillini.

Sulla sua sommità è posta la Grotta della Sibilla, fin da sempre oggetto di studi ed esplorazioni da parte di illustri studiosi, letterati, cavalieri ed avventurieri i quali, attratti dalla leggenda che la sua vetta fosse abitata dalla Sibilla Appenninica, una sacerdotessa in grado di predire il futuro e con poteri divinatori, da mezza Europa fin qui si spingevano per varcarne la sua porta.

Il primo a raccontare questa storia fu, nel 1430, Andrea da Barberino, con il suo romanzo “Guerrin Meschino“, opera fortunatissima che conobbe una vasta diffusione in tutta Europa. Pochi anni più tardi, sarà poi il gentiluomo provenzale Antoine de La Sale a narrare, nella sua opera “Il Paradiso della Regina Sibilla”, di un suo viaggio compiuto fin sulla cima del Monte della Sibilla in cerca della grotta, con un resoconto sospeso tra la cronaca giornalistica ante litteram e la magia delle leggende che circondavano, già da tempo, la cima di quella montagna.

E con queste leggende si cimenteranno poi geografi fiamminghi, notissimi uomini di lettere come l’Ariosto, famosi letterati quali Flavio Biondo e Leandro Alberti, nonché schiere di cavalieri, nobili ed avventurieri che si recheranno sulla cima del monte per tentare di fare ingresso in quel mondo fatato e meraviglioso. Molti, senza farne più ritorno.

Oggi il suo accesso è ostruito ed inaccessibile ma il fascino e la magia che ancora aleggia intorno a questo fantastico monte ne fanno un’attrattiva che non è possibile non visitare.

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