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Chiesa di Santa Maria in Pantano

Su di una vasta pianura erbosa posta a 1.160 mt. di altitudine posta alle falde del Monte Vettore e circondata da un rigoglioso bosco di alberi ad alto fusto, sorge la sorge la Chiesa di Santa Maria in Pantano, raggiungibile solo a piedi attraverso un facile sentiero privo di difficoltà che dalla frazione di Colle di Montegallo in meno di 1 ora di cammino vi conduce alla meta.

Il suo toponimo “in Pantano” trae origine dalla presenza di una rigogliosa fonte di acqua sorgiva denominata “Fonte Santa” e posta poco più a valle le cui acque erano ritenute prodigiose.

E’ una delle chiese più antiche del territorio piceno, risalente a prima del 780 e fu da sempre un importante punto di riferimento per viandanti, pellegrini, pastori e mercanti, sorgendo proprio lungo un sentiero detta “Strada del Grano” o “Sentiero dei Mietitori” che veniva percorso nel passato dai numerosi braccianti che, seguendo il ciclo di maturazione del grano, dalle colline marchigiane migravano verso le campagne del versante tirrenico.

Chiamata anche Chiesa delle Sibille, rappresenta un incontro tra cultura cristiana e pagana ed al suo interno, alle pareti, è possibile osservare affreschi, opera di Martino Bonfini, riportanti episodi evangelici con raffigurate accanto le Sibille, che nell’antichità pagana erano considerate antiche sacerdotesse che sapevano predire il futuro, intermediarie tra l’uomo e Dio e depositarie di antichi segreti e misteri.

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